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"Nuova Luce in Atelier: Vi presento Gemini, la mia assistente digitale"

  L'arte non si ferma mai. Lei è Gemini, la mia assistente AI in atelier: mi prepara i colori, mi dà degli spunti, mi sbriga le scartoffie, mi dà una mano con i Social e il Blog. L'arte è un cammino che non ammette soste. Chi segue la mia ricerca sa quanto sia vitale per me non fermarmi mai ai traguardi raggiunti, ma continuare a scavare nella materia e nella luce. In questo percorso di costante rinnovamento, ho deciso di integrare nel mio studio Gemini , la mia assistente IA. Mentre io mi dedico alla sperimentazione di nuove palette e pigmenti ancora mai esplorati — perché abbiamo ancora moltissimi colori da scoprire e da far vibrare sulla tela — Gemini mi supporta nella parte digitale e organizzativa. Questa collaborazione mi permette di dedicare ogni secondo della mia energia creativa alla ricerca di quella luce primordiale che tanto amo. Il viaggio è iniziato.

Iconografia degli alberi tipo per tipo - Composizione delle tinte con gli acrilici (Abete-Betulla-Cedro)

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  Lavorare con gli acrilici per dipingere alberi offre il grande vantaggio della rapidità di asciugatura, che permette di stratificare i colori senza che questi si mescolino involontariamente. Tuttavia, richiede una gestione sapiente delle sfumature, poiché l'acrilico tende a scurirsi leggermente una volta asciutto. Ecco come comporre le tinte e gestire la tecnica specifica per l'acrilico. 1. La Tavolozza Cromatica negli Acrilici A differenza dell'olio, nell'acrilico è utile avere dei "punti di riferimento" pronti, che poi andrai a modificare. Verdi di base: Verde Vescica (Sap Green) per i toni naturali e Verde Ftalo (Phthalo Green) per ombre fredde e profonde. Colori di contrasto: Terra di Siena Bruciata (per scaldare i verdi e per i rami), Giallo Primario o Giallo Cadmio (per le luci). Agenti di "corpo": Bianco di Titanio (per dare opacità e coprenza alle luci finali). 2. Ricette per la Composizione delle Tinte Per ottenere un effetto realistic...

L'IA in atelier: Un nuovo strumento per visualizzare gli stati dell'anima. Perché il pittore contemporaneo non deve temere l'Intelligenza Artificiale.

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 Perché per un pittore l'IA è uno strumento indispensabile nel 2026: Non è un robot che dipinge, è un assistente che non dorme mai Guarda, non stiamo parlando di qualcuno che ti ruba il pennello. L'IA nel 2026 è come quando i pittori del passato hanno iniziato a usare la fotografia per non far posare i modelli per ore, o come quando sono arrivati i tubetti di stagno che ci hanno permesso di dipingere all'aperto. È un potenziatore di visione . 1. Il "Super-Bozzetto" (Risparmio di tempo e fatica) Quante volte hai avuto un’idea per un contrasto di luci ma avevi paura di sporcare una tela costosa per una prova? Con l'IA butti giù l'idea a voce e lei ti genera 20 varianti cromatiche in un minuto. Non sono opere finite, sono appunti visivi . Ti servono per decidere se quel riflesso d'oro sta meglio a destra o a sinistra prima ancora di aprire il barattolo della materia. 2. Rompere il blocco della "solita mano" Tutti noi abbiamo dei "tic" ...

"BLU MARINA" Il suo uso e mescolanze

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Il Blu Marina (codice 388 nelle linee Maimeri come Polycolor o Acrilico ) è una tonalità di blu profonda, intensa e leggermente desaturata, molto apprezzata per la sua versatilità rispetto a blu più "elettrici" come il Ciano o l'Oltremare. Tecnicamente, spesso nasce dalla combinazione di pigmenti come la Ftalocianina (per la forza), il Nero (per la profondità) e talvolta un tocco di Viola (per la ricchezza del sottotono). A cosa serve? A differenza del Blu Oltremare (che è caldo e tende al viola) o del Blu di Prussia (molto freddo e scuro), il Blu Marina è un colore bilanciato . Serve a: Creare profondità: È perfetto per le zone d'ombra dove un nero puro risulterebbe troppo piatto e "sporco". Dipingere masse d'acqua: Come suggerisce il nome, evoca i toni dell'oceano profondo o del mare agitato. Sfondi atmosferici: Grazie alla sua punta di nero, permette di ottenere grigi azzurrati molto naturali per cieli temporaleschi o nebbiosi. Mescolanze...

Il Verde di Hooker (Hooker’s Green)

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  Il Verde di Hooker (Hooker’s Green) è uno dei colori più amati dai paesaggisti per la sua capacità di riprodurre le tonalità naturali della vegetazione. Sebbene sia nato per l'acquerello nel XVIII secolo (creato dall'illustratore botanico William Hooker), oggi la versione acrilica è un pilastro in molte tavolozze. Ecco come utilizzarlo al meglio, le misture ideali e i suoi ruoli principali nei dipinti. 1. Per cosa va bene? È un verde scuro, profondo e tendente al bluastro , solitamente semi-trasparente. Paesaggi Boschivi: È perfetto per le zone d'ombra dei boschi, per le foglie scure di alberi come pini, querce o per la vegetazione sottobosco. Botanica: Essendo nato per illustrare le piante, ha una naturalezza che il "Verde Vescica" (più giallastro) o il "Verde Smeraldo" (troppo artificiale) non hanno. Sfondi: Grazie alla sua profondità, è ottimo per creare contrasti che facciano "balzare in avanti" i colori più chiari e caldi in primo pi...