“Tra il fiore e la luce: da Monet al mio colore”
Claude Monet visse tra i fiori come modo di abitare il mondo e di fare arte. A Giverny creò un giardino pensato come una tavolozza vivente, dove la natura diventava materia pittorica prima ancora di essere dipinta. Negli ultimi anni si concentrò sul giardino d’acqua e sulle ninfee, non per rappresentare i fiori, ma per cogliere luce, riflessi e vibrazioni.
I colori della tavolozza di Monet erano essenziali ma usati con straordinaria sensibilità.
Monet privilegiava colori puri, spesso non mescolati, lasciando che fosse l’occhio a fonderli sulla tela. Tra i più ricorrenti:
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Bianchi (bianco d’argento, poi bianco di zinco) per la luce
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Blu: blu di cobalto, blu oltremare
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Verdi: verde smeraldo, verde viridian
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Gialli: giallo cromo, giallo cadmio
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Rossi: rosso cadmio, lacca di garanza
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Terre usate con parsimonia: terra d’ombra, ocra
Il nero è quasi assente: le ombre nascono dall’incontro di blu, viola e verdi.
Il colore non descrive, ma vibra, cambia con la luce, con l’ora del giorno, con l’atmosfera.
Più che una tavolozza fissa, quella di Monet era una tavolozza mobile, che mutava come mutano i fiori, l’acqua, il cielo.
Ecco una tavolozza essenziale di 5 colori “alla Monet”, pensata per luce, vibrazione e mescolanze ottiche:
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Bianco (zinco o argento)
Per far respirare la luce, schiarire senza spegnere il colore. -
Blu oltremare
Profondo e trasparente: cielo, acqua, ombre vive. -
Blu di cobalto
Più chiaro e luminoso, per l’aria e le vibrazioni fredde. -
Giallo cadmio chiaro
La fonte del sole, delle fioriture, dei riflessi caldi. -
Rosso lacca di garanza (o rosso cadmio chiaro)
Per violetti, rosati, tensioni cromatiche e ombre calde.
Con questi cinque colori puoi ottenere verdi, viola, grigi luminosi e ombre senza nero, lavorando per accostamenti più che per mescolanze complete.
Ecco la tavolozza di 5 colori “alla Monet” pensata specificamente per i fiori, luce prima della forma:
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Bianco di zinco
Per petali trasparenti, riflessi delicati, luce che filtra. -
Giallo cadmio chiaro
Il cuore del fiore, il sole che accende i colori. -
Rosso lacca di garanza
Per rose, papaveri, violetti e ombre calde nei petali. -
Blu di cobalto
Aria, distanza, vibrazione fresca attorno al fiore. -
Blu oltremare
Profondità, contrasti, ombre vive senza mai usare il nero.
Come usarla per i fiori:
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I verdi nascono da giallo + blu (mai uguali, sempre variabili)
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Le ombre da rosso + blu, non scure ma vibranti
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I petali chiari da bianco + tocchi di colore puro, non mescolato
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Lascia zone “irrisolte”: il fiore vive lì
È una tavolozza che non descrive il fiore,
ma lo lascia fiorire sulla tela.
Ecco la tavolozza di 5 colori “alla Monet” pensata per l’acqua, riflesso, profondità e movimento:
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Bianco di zinco
Per bagliori, riflessi spezzati, luce che galleggia. -
Blu di cobalto
Superficie, cielo riflesso, trasparenza. -
Blu oltremare
Profondità, zone d’ombra, acqua ferma o densa. -
Giallo cadmio chiaro
Riflessi di luce, sole sull’acqua, vibrazioni calde. -
Rosso lacca di garanza
Per rompere i blu, creare violetti, riflessi inattesi.
Come usarla per l’acqua:
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Non dipingere mai l’acqua “blu”: dipingi ciò che riflette
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Usa pennellate orizzontali spezzate, colore accostato
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Le ombre sono colorate, mai nere
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Lascia che il bianco emerga tra i colori: l’acqua respira lì
È una tavolozza che non ferma l’acqua,
ma la lascia scorrere sulla tela.
Tavolozza di 5 colori per il tuo modo di dipingere
(fiori e acqua, impressionismo personale, gesto libero)
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Bianco di zinco
Non per coprire, ma per aprire. È spazio, respiro, silenzio. -
Blu oltremare
La profondità emotiva: acqua, ombra, distanza interiore. -
Blu di cobalto
L’aria che vibra attorno alle forme, ciò che non è solido. -
Giallo cadmio chiaro
L’energia iniziale: luce, fioritura, accensione del quadro. -
Rosso lacca di garanza
La tensione: ciò che rompe l’armonia e la rende viva.
Come usarla nel tuo gesto
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Parti dal colore, non dal disegno
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Accosta più che mescolare: lascia che l’occhio completi
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Accetta l’imprecisione: lì nasce il movimento
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Fiori e acqua non sono soggetti, ma stati
Questa tavolozza non serve a “somigliare a Monet”,
ma a fare quello che lui ha fatto davvero:
dipingeva ciò che stava accadendo tra lui e il mondo.
Il mio modo di dipingere
Con acrilici puri e intensi, uso una tavolozza essenziale: bianco di titanio, blu oltremare, blu di cobalto, giallo cadmio chiaro e alizarina permanente.
Non dipingo i fiori o l’acqua per mostrarli, ma per cogliere luce, vibrazione ed emozione. Il colore costruisce la forma, il gesto resta libero, le superfici respirano. Ogni tela è un dialogo tra me, il colore e il mondo: uno spazio dove la luce diventa sentimento.








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